Il signor M. ha alle spalle un passato di attivista politico in Palestina e, a causa della situazione in patria, decide di venire in Europa già nel 2014: dapprima in Svezia e poi, dal 2022, in Italia, a Trieste, dove gli è stato riconosciuto lo status di rifugiato e ha iniziato a lavorare. In seguito, il 14 marzo 2024 è stato accolto nel progetto SAI Cuneo.
La sua situazione di uomo singolo è durata pochi giorni perché quasi immediatamente ha comunicato agli operatori l’arrivo a Malpensa di tutta la sua famiglia, composta da due mogli e da otto figli, di cui sette minorenni.
M., grazie a contatti personali con l’ambasciata italiana a Gerusalemme, è riuscito a ottenere i visti di ingresso per i suoi famigliari e l’assistenza diretta mediante autoveicoli del Corpo Diplomatico per trasportare i congiunti da Rafah, dove si erano trasferiti a inizio anno, a Il Cairo, dove sono stati accompagnati all’aeroporto e imbarcati su un volo per l’Italia. Tutto questo è stato possibile grazie a una campagna di raccolta fondi che M. ha avviato a Trieste e che gli ha consentito di coprire completamente le spese del viaggio.