Il signor M. e la sua famiglia

La situazione politica in Palestina è complessa e caratterizzata da una lunga storia di conflitti e tensioni sia interne sia con lo Stato di Israele. I tragici fatti dell’ottobre 2023 hanno portato la tensione al limite estremo con la conseguente occupazione della Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano.

Da questa situazione nasce la storia della famiglia M. che si è trovata, suo malgrado, travolta dagli eventi, priva di casa e mezzi sicuri di sostentamento nel corso di poche settimane.

Il signor M. ha alle spalle un passato di attivista politico in Palestina e, a causa della situazione in patria, decide di venire in Europa già nel 2014: dapprima in Svezia e poi, dal 2022, in Italia, a Trieste, dove gli è stato riconosciuto lo status di rifugiato e ha iniziato a lavorare. In seguito, il 14 marzo 2024 è stato accolto nel progetto SAI Cuneo.

La sua situazione di uomo singolo è durata pochi giorni perché quasi immediatamente ha comunicato agli operatori l’arrivo a Malpensa di tutta la sua famiglia, composta da due mogli e da otto figli, di cui sette minorenni.

M., grazie a contatti personali con l’ambasciata italiana a Gerusalemme, è riuscito a ottenere i visti di ingresso per i suoi famigliari e l’assistenza diretta mediante autoveicoli del Corpo Diplomatico per trasportare i congiunti da Rafah, dove si erano trasferiti a inizio anno, a Il Cairo, dove sono stati accompagnati all’aeroporto e imbarcati su un volo per l’Italia. Tutto questo è stato possibile grazie a una campagna di raccolta fondi che M. ha avviato a Trieste e che gli ha consentito di coprire completamente le spese del viaggio.

Il signor M. ha alle spalle un passato di attivista politico in Palestina e, a causa della situazione in patria, decide di venire in Europa giĂ  nel 2014

L’arrivo in Italia della famiglia è stato nella sostanza un mini corridoio umanitario gestito direttamente da M. e dall’ambasciata italiana a Gerusalemme; una volta avviata l’operazione non ci sono stati fortunatamente ostacoli al trasferimento. Il giorno seguente la loro partenza Israele ha chiuso il valico con l’Egitto ed è iniziata l’invasione di terra della Striscia di Gaza.

Risulta evidente, nella vicenda, la totale assenza dell’Italia, e dell’Europa in generale, nei confronti di questa tragedia umanitaria: mentre per gli ucraini c’è stata una mobilitazione generale, per i palestinesi ci sono stati solo sporadici cortei di solidarietà e tante belle parole. Al momento a chi opera nel progetto SAI non risulta siano giunte in Italia altre persone di origine palestinese attraverso queste modalità o corridoi umanitari. L’arrivo della famiglia (nel marzo 2024) ha colto alla sprovvista gli operatori, che hanno dovuto gestire una situazione molto complessa al fine di garantire l’unità della famiglia individuando una soluzione di accoglienza adeguata che la rendesse possibile.

Ciò è stato fatto attraverso una modifica della distribuzione e della capienza degli alloggi a disposizione.

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